The Help (Tate Taylor, 2011)
Pubblicato: gennaio 20, 2012 Filed under: Uncategorized Lascia un commento »Titolo originale: The Help
Uscita italiana: 20 Gennaio 2012
Quello del razzismo, e le conseguenti discriminazioni verso le persone di colore negli Stati Uniti degli anni ’60, è un tema che ci si aspetta raccontato con toni seriosi e drammatici, come d’altronde è giusto che sia. The Help, invece, racconta la lotta dei neri per l’emancipazione, l’affermazione della propria dignità e delle loro origini in maniera più leggera. Sarà che il film è tratto da un romanzo, l’omonimo The Help, scritto da Kathryn Stockett, una ragazza bianca della middle class (come una delle protagoniste del film, Skeeter), e che quindi per ovvie ragioni il tutto è raccontato in maniera a tratti ingenua e disincantata, ma tutto sommato è una scelta stilistica che conferisce al film quella particolarità che poi l’ha reso uno dei grandi successi della stagione estiva americana.
Jackson, Mississippi. Protagonista è Aibileen Clark, domestica afro-americana che ha passato tutta la sua vita a crescere i figli dei bianchi, e che da poco ha perso il suo unico figlio; al suo fianco c’è Minny Jackson, una simpaticissima domestica senza peli sulla lingua, il che le è costato più di un lavoro, che a casa deve fare i conti con una famiglia numerosa e un marito violento. A completare il trio c’è Eguenia ‘Skeeter’ Phelan, una giovane ragazza americana che si è appena laureata, e che sogna di diventare una giornalista e una romanziera. Rispetto alle sue amiche, Skeeter ha messo al primo posto la carriera piuttosto che la famiglia, il che la porta ad essere vista come anticonformista e, perché no, “strana”. Quando Skeeter decide di raccontare la vita delle domestiche di colore del luogo, costrette a lavorare spesso per terribili householders, Aibileen e Minny sono le prime che si lasciano coinvolgere nel progetto, che poi porterà tutte le domestiche di Jackson a partecipare. Sullo sfondo la lotta di indipendenza delle persone di colore, l’ascesa di Marthin Luther King e, last but not least, il suo assassinio.
The Help è uno di quei film che fa riflettere e che ti emoziona, in molti casi in maniera assolutamente involontaria. Tralasciando ogni possibile critica che è stata mossa all’inaccuratezza di alcune delle cose raccontate, e anche dimenticando il naivismo (ho coniato un neoglogismo?) del raccontare una storia senza zone d’ombra (in cui quasi tutti i bianchi sono “cattivi” e i neri “buoni”), o il buonismo di tratteggiare uno scenario in cui vede un’evoluzione dell’umanità in termini di accettazione (mi spiego: confronto tra ieri e oggi), The Help è una storia che viene raccontata in maniera eccelsa. Buona la sceneggiatura, ottimo il cast: The Help è un film corale, e il rischio che c’è in questo genere di pellicole è che ci sia qualcuno che risalti a discapito degli altri, rischio che in questo caso viene scongiurato. Soprattutto nei ruoli “comprimari”. Non fraintedetemi: Emma Stone (per cui io ho una vera e propria cottarella) e Viola Davis sono bravissime; ma senza ombra di dubbio Bryce Dallas Howard, Octavia Spenser e Jessica Chastain risplendono su tutte.
Pluricandidato ai Golden Globes, ci sono pochi dubbi sul fatto che The Help sarà uno dei film più “caldi” dell’imminente stagione degli Awards. E poco importa se questo o quell’aspetto meritavano un’ulteriore approfondimento, per quello – e per non dimenticare – ci sono i libri di storia. L’obiettivo di The Help non è di indottrinare, non è di fare delle valutazioni etico-morali; è quello di raccontare una storia. Che, come tutte quelle vere, non ha propriamente un lieto fine.
★★★★
Ps: ovviamente noi italiani ci dobbiamo far sempre riconoscere. Visto che non hanno potuto cambiare il titolo, si sono buttati sul sottotitolo. Che in inglese recita “Il cambiamento inizia con un sussurro” (alludendo al fatto che Skeeter e le altre, scrivono il romanzo in maniera assolutamente segreta – viste le leggi razziali ancora in vigore), mentre in Italia diventa “Il vento della libertà inizia a soffiare.” Boh
